MagnamagnaPizzeriePizza classica

Granammare

Quando ci scrivete in privato “questa è la nostra pizzeria preferita, dovete provarla assolutamente!“, non possiamo che ascoltare il consiglio e toccare con le nostre stesse mani.

È così che ieri sera nasce l’idea di recarci da Granammare e “riprovare” la pizza di Alfonso Saviello dopo la sua esperienza da Capri Pizzeria e che, in questa nuova avventura, ha di fianco a sé anche il suo “partner in pizze” Tommaso Lastra.

Partiamo subito dal locale, situato in una delle zone più belle della nostra città, ossia sul lungomare di Salerno nei pressi del Forte La Carnale a Torrione, uno dei simboli storici salernitani. Perché Granammare? Chicca, nostra amica e brava padrona di casa, ci accoglie e ci spiega che il nome deriva dall’abbinamento di colori delle due sale della pizzeria: blu come il mare e oro come il grano.

Per gustare al massimo la pizza ed, in particolare, l’impasto, ottenuto da una lunga lievi maturazione, che va dalle 24 alle 48 ore, e dall’utilizzo di farine di tipo 0 e 1, che assicurano un sapore unico alla stessa, nonché una estrema digeribilità (confermata dalla tranquilla notte che abbiamo passato successivamente alla cena), non abbiamo osato troppo con i fritti, assaggiando solamente un ottimo timballo di pasta classico (pasta di grano duro, latte, farina, carne macinata sfumata al vino rosso, cipolla rossa di Tropea, provola di Agerola, carote, sedano, pepe, Parmigiano Reggiano e noce moscata, € 3,00), del quale non ci aspettavamo la leggerezza della frittura, ed una buona montanara classica (ragù napoletano, parmigiano reggiano e basilico, € 2,00).

La prima cosa che notiamo dalle pizze che abbiamo scelto è che il cornicione è meno pronunciato rispetto agli standard del pizzaiolo Saviello a cui eravamo abituati.

Ovviamente, e come sempre, abbiamo ordinato una Margherita con bufala, i cui ingredienti (Pomodoro Dop San Marzano e mozzarella di bufala campana) hanno convinto i nostri palati. Lo stesso vale per l’impasto, gustoso e leggero.

A seguire, abbiamo assaggiato una Praiano (i nomi dei piatti sono un omaggio al territorio, alla sua storia e alle sue eccellenze turistiche) con fior di latte di Agerola, crema di carciofi, coppa Irpina e fonduta di Provolone del Monaco, una vera delizia che ci ha definitivamente convinti di trovarci di fronte ad un ottimo prodotto dalle tante potenzialità di affermarsi nella nostra città.

Praiano

Per concludere in bellezza la cena, non poteva mancare il dolce, un buon Tiramisù della casa che non ha deluso le aspettative, sia nell’impiattamento che nel sapore, essendo noi dei grandi amanti di questo dolce.

Tiramisù

Dopo un periodo abbastanza lungo di riposo dallo scrivere recensioni sul nostro blog, siamo ritornati a farlo, spinti anche dalle vostre richieste e dai vostri suggerimenti, ed averlo fatto con questa bella scoperta, non può che farci ritornare la voglia di scrivere anche per le nostre future esperienze gastronomiche.

Location: 8.5/10
Servizio: 7/10
Conto: 8.0/10
Menù: 7/10
Totale: 30,5/40

Cliccando qui, potrete prenotare un tavolo tramite il MagnamagnaBot.

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