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Bucarest – Romania

Se siete in procinto di partire per la Romania, direzione Bucarest e volete sapere cosa e dove mangiare nella capitale rumena, questa è la guida che fa al caso vostro. Premettiamo di essere stati qui dal giovedì alla domenica e che la cucina rumena, è una cucina economica e le cui specialità sono a base di carne.

Giorno 1: si parte dalla colazione (essendo noi arrivati la sera precedente). Se pensate di poter fare colazione all’italiana con cornetto e cappuccino, dimenticatelo! La vita a Bucharest inizia molto tardi la mattina. Noi consigliamo di provare i dolci venduti dalle tante vetrine dei laboratori di pasticceria che si trovano per strada.

Noi ci siamo fermati da Tip top, zona Unirii, dove abbiamo assaggiato un ottimo strudel di mele ed una buona torta alla zucca (la cosiddetta placinta, poi preparata in diversi gusti, anche salata). Insieme a due cappuccini, questa colazione ci è costata solamente 2,00€.

Per cena, abbiamo già prenotato da qualche giorno (altrimenti sarebbe stato impossibile sedersi) presso Caru cu bere, il ristorante più famoso di Bucarest, dove ogni sera vanno in scena spettacoli e balletti, oltre al fatto che si tratta di un posto veramente tipico, e dove ci recheremo anche domenica a pranzo per un ultimo saluto alla cucina rumena.

Prima però, ci fermiamo a fare un aperitivo a base di salsiccia e birra in un pub stile austriaco, che ci ha attratto per la griglia enorme che si vede dall’esterno. Il locale si chiama Wurst, si trova nel centro storico, e qui abbiamo provato tre buone salsicce grigliate, con due spiedini di verdure (abbastanza bruciati e freddi) e gli immancabili crauti. Segnaliamo, inoltre, la lunga attesa nonostante fossimo gli unici presenti nel locale. Insieme a due birre, costo totale 17,00€ circa.

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Il piatto preso da Wurst

Ci rechiamo così da Caru cu bere, dove ci aspetta il nostro tavolo riservato. Il menù è una sorta di giornale con istruzioni in inglese ed in rumeno. Noi optiamo per due piatti: la ciorba, una specie di zuppa di fagioli con carne di maiale affumicata, servita in una bolla di pane, ed il piatto di carne grigliata della casa, con petto di pollo, salsicce varie, i mici (degli involtini di carne tipici), petto di tacchino, accompagnato da patate al forno. Entrambi i piatti non hanno deluso le nostre aspettative, nella bontà e nella quantità. Per concludere la cena, non poteva mancare il papanasi, una sorta di bombolone con formaggio dolce, panna e marmellata, davvero buoni buoni. Costo della cena, 32,00€ circa, comprensivo di 2 birre e pane integrale della casa.

Giorno 2: questa volta, per la colazione ci rechiamo da Arc Bakery, un posto che ci avete consigliato su instagram. Questo locale si trova nei pressi dell’Arco di Trionfo, ed un’ottima colazione (sia americana che europea) è assicurata. Proviamo così un cornetto alla crema con mandorle ed un cappuccino, e due uova in camicia su pane tostato, con bacon e salsa olandese, ed una spremuta d’arancia, per un totale di 17,00€. Forse si tratta del posto più caro dove siamo stati, ma ne vale veramente la pena passarci.

Dopo una mezza giornata passata al centro termale più grande d’Europa, nel pre-cena ci fermiamo da Hanul lui Manuc, locale storico di Bucarest (forse uno dei più antichi) per un piccolo aperitivo. Ordiniamo le classiche due birre e l’antipasto della casa: crocchette di formaggio, polpette di agnello, rollè di pollo con bacon, formaggio e menta, e verdure grigliate. Si tratta di un buon piatto, ma che non riprenderemmo se dovessimo ritornarci, avendo deluso un po le nostre aspettative, soprattutto per quanto riguarda la bontà delle portate, trattandosi dell’antipasto tipico del posto. Per rifarci, abbiamo così provato una porzione di patate al forno con pancetta, davvero squisita. Il tutto a circa 18,00€.

Per la cena vera e propria, abbiamo prenotato un tavolo da Taverna Covaci, sito nel quartiere di Lipscani, ossia l’epicentro della movida bucarestiana. Il locale è una taverna nel vero senso della parola ed è molto caratteristica. Noi ci accomodiamo al piano di sotto e consultiamo per le nostre scelte il menù figurativo, cosa molto utile visto che era disponibile nelle sole lingue inglese e rumeno.

Dopo aver saputo che la polenta è uno dei piatti tipici della capitale, ci orientiamo su questa, accompagnata da carne di pollo e funghi in salsa bianca. La stessa è risultata molto buona, addirittura più saporita rispetto a quella che prepariamo noi in Italia.

Come altro antipasto, scegliamo la placinta in versione salata al formaggio, simil nostra lasagna, anche questa approvata dai nostri palati, ma sconsigliata a chi non ama i formaggi.

Passiamo, quindi, al piatto clou della serata: il misto di carne grigliata, che sicuramente abbiamo preferito a quello di Caru cu bere, consigliato per due, ma condivisibile anche in quattro.

Lo stesso comprendeva i soliti mici, salsicce fresche di maiale, petto di pollo, coscia di pollo, agnello e patate fritte. Ottima la carne e così anche le patate, che abbiamo accompagnato con una maionese all’aglio che però non ci ha convinto molto.

Per farci la bocca, ci siamo concessi una torta di mele, una sorta di strudel che, tuttavia, non ci ha lasciato a bocca aperta. Forse, era meglio puntare sul solito pananasi. La cena è costata 40,00€ circa.

Giorno 3: la giornata inizia con una ricca colazione da Gloria Jean’s Coffee, un bar molto accogliente, vicino Caru cu bere. Si tratta di un franchising che propone un’ampia varietà di dolci. Noi abbiamo optato per una cheesecake, un cornetto e due cappuccini. Il tutto davvero buono, pur trattandosi di un franchising, e al solo costo di 12,00€.

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Colazione da Gloria

Durante una delle nostre solite passeggiate in giro per la città, siamo stati attratti da una vetrina abbastanza fornita, dalla quale abbiamo scelto una sorta di facottino con wurstel e formaggio fuso, molto gustoso. Ne avremmo mangiati altri 100. Il posto si chiama Gigi e si trova nei pressi del km0 di Bucarest, dal quale si contano tutte le distanze della città.

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Facottino con wurstel e formaggio fuso da Gigi

Nel pomeriggio, classico pre-cena. Questa volta ci fidiamo del portale Trip Advisor e ci fiondiamo da Vatra, ristorante che si trova vicino ai Giardini Cismigiu.

Qui, abbiamo assaggiato un tipico piatto rumeno, i Sarmale, degli involtini di cavolo, ripieni di carne di maiale e di manzo, serviti con polenta e chilli. Un piatto tipico, che non ci è affatto dispiaciuto.

In aggiunta, abbiamo ordinato delle costolette di maiale arrostite, servite sempre con polenta. Anche questa carne era molto tenera e saporita. Costo: 20,00€, compreso di due birre.

Arriviamo, dunque, alla cena. Prenotazione da Hanul lui Manuc, dove eravamo già stati per una birra ed un piccolo spuntino il giorno prima. Intrattenimento e spettacolo assicurati anche in questo posto.

La cena si apre con una zuppa di lenticchie insaporita con menta ed accompagnata da crostini di pane croccante da inzuppare nella stessa. Si tratta di un piatto molto delicato e che consigliamo di provare come antipasto.

Puntiamo, quindi, sulla specialità della casa: 1400gr di stinco di maiale caramellato, un piatto che unisce la cultura gastronomica Occidentale con quella Orientale.

Siamo rimasti impressionati non solo dalla bontà di questa portata (forse il piatto di carne che ci ha più convinto di tutto il nostro soggiorno a Bucarest), ma anche dal modo in cui viene servito. Innanzitutto, imbevuto di liquore (crediamo fosse rum) e poi gli viene dato fuoco, per poi servirlo non appena la fiamma si abbassa. La lunga cottura di 3 ore in forno con timo, foglie d’alloro e, ovviamente zucchero, la rendono una carne gustosissima e che si scioglie in bocca.

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Stinco di agnello caramellato

Concludiamo la serata con il papanasi, questa volta servito in maniera differente a come eravamo stati abituati da Caru cu bere. Infatti, lo stesso viene servito nella forma di  piccole frittelle rotonde (e non più, quindi, come bomboloni). Anche il sapore ci è piaciuto di più rispetto agli altri che avevamo assaggiato. Insieme a quattro birre, il costo della cena è stato di 44,00€.

Giorno 4: Ancora pieni dalla sera precedente, l’ultimo giorno decidiamo di saltare la colazione per dedicarci completamente all’ultimo pranzo nella capitale rumena. Ci eravamo ripromessi, infatti, di ritornare da Caru cu bere per provare il famoso stinco di maiale. Ovviamente, come sempre, abbiamo prenotato (consigliato se si vuole avere la certezza di trovare posto). Ordiniamo, dunque, oltre al su citato piatto, anche dei sarmale ed una porzione di patate al forno (scelta sbagliata se si vuole assaporare per bene il piatto che descriveremo, in quanto molto abbondante).

Lo stinco di maiale, servito con polenta, è decisamente il piatto più saporito di tutto il viaggio. La carne tenera e gustosa, anche grazie alla notevole quantità di grasso presente, era una vera goduria per il palato. È sicuramente un qualcosa da provare se si viene in viaggio a Bucarest. Non potevamo salutare la Romania, senza aver preso l’ultima porzione di papanasi.

D’obbligo, infine, il passaggio da French Revolution (vicino Ateneul Roman), per assaggiare gli eclairs, dei bignè lunghi ripieni. Noi, ovviamente, abbiamo scelto quello al pistacchio.

Dei tanti viaggi che abbiamo fatto, la cucina rumena l’abbiamo molto apprezzata sia per la bontà delle portate (quasi tutte a base di carne) sia per l’economicità. Inoltre, il personale dei ristoranti è stato sempre molto gentile e simpatico. Tradizione e storia dei locali, uniti a spettacoli ed intrattenimenti vari, li rendono dei posti speciali.

Speriamo che la nostra guida sia utile per chi voglia visitare la capitale della Romania.

Alla prossima!

Buon viaggio.

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